#iovorreicamminareavarese, ma non è per niente facile.

Ci addolora che ancora oggi dobbiamo assistere alla realizzazione di opere pubbliche che non tengono conto delle indicazioni riportate dalle schede tecniche del piano di eliminazione delle barriere architettoniche e che non solo non eliminano le barriere esistenti, ma ne creano di nuove.

Non ce ne spieghiamo le ragioni.

Tante sono le strutture coinvolte tra cui i bus, i marciapiedi, le strade, i parchi, gli uffici pubblici e i cimiteri.

Per fare un esempio eclatante vorremmo mettere l’accento sul parcheggio pubblico posto a fianco del nostro Palazzo Comunale con ingresso da Via Verdi denominato proprio “Parcheggio Municipio Varese”, dove a tutt’oggi non sembra interessare favorire la fruibilità degli spazi pubblici.

Vista quella situazione in particolare, deduciamo che Il Signor Sindaco uscente evidentemente non è al corrente dei problemi che hanno le persone in difficoltà motoria in un percorso pedonale, o peggio ancora, nei suoi 5 anni di mandato non ha avuto la volontà di risolvere quella situazione, che ancora oggi si presenta come un piazzale disordinato e assolutamente inaccessibile a tutti coloro che hanno difficoltà motorie, come possono testimoniare i Candidati Consiglieri di Fratelli d’Italia MARCO BOLLENTINI e CLAUDIA DE MEOLA….  iI suddetto è fatto di strati su strati di ghiaia, disseminato di buche e ostacoli, a volte pericolosi anche per gli agli altri usufruttuari del parcheggio.

Sarebbe stato semplice realizzare, durante il suo mandato, un fondo in autobloccanti o asfalto o prevedere soluzioni civili alternative tali da rendere il percorso fruibile a tutti, ma grazie al disinteresse dell’Amministrazione PD, Movimento 5 Stelle e al resto della maggioranza, il risultato odierno è di far sprofondare sempre di più le ruote di chi ha necessità dell’uso delle sedie rotelle, dei passeggini e di tutti gli altri ausili utilizzati per sostenere una deambulazione e di conseguenza costretti a parcheggiare lontano dal Municipio obbligati poi a percorrere tragitti più lunghi anch’essi spesso disseminati da ostacoli e pericoli.

Si costruiscono chilometri di pista ciclabile tutta asfaltata, segnaletiche e promesse, ma non si pensa di mettere a posto, in 5 anni, quelle centinaia di metri di marciapiedi nel nostro capoluogo.

Qualunque elemento costruttivo che impedisce o limita gli spostamenti o l’accessibilità di servizi, tra cui la ghiaia, non solo per le persone disabili ma anche per chi ha una limitata capacità motoria o sensoriale anche momentanea, è da considerarsi non inclusivo, perché rappresenta una barriera a seconda dello stato della singola persona.

Il problema si ripercuote anche sulla maggior parte dei mezzi pubblici che a tutt’oggi non sono sufficientemente attrezzati; l’accessibilità e la camminabilità a Varese è quindi pari a zero coinvolgendo tutti i cittadini.

Si sottolinea che abbattere le barriere architettoniche significa abbattere le distanze sociali, quindi, parlando di civiltà e di giustizia sociale, è fondamentale eliminarle, considerando che sono proprio i più deboli e i più poveri che prendono i mezzi pubblici o che vanno a piedi.

Parlando poi di disabilità, per un portatore di handicap, è più gratificante e dignitoso poter essere indipendente che essere aiutato.

Serve quindi la condivisione d’intenti, la conoscenza, la competenza e la volontà di attuarlo da parte dei funzionari tecnici. Aiutiamo quindi il disabile, l’anziano e la mamma con la carrozzina ad essere indipendenti, avremmo così una società equa, perché un paese che abbatte le barriere è un paese civile.

Non vogliamo essere il partito dell’apparato perché la nostra libertà e quella di tutti i cittadini non deve essere sempre un prezzo troppo alto da pagare, per questo ci siamo prefissi che l’Amministrazione di Centrodestra con la particolare collaborazione di Fratelli d’Italia, preveda un reale piano di riqualificazione e abbattimento delle barriere architettoniche così da rendere completamente accessibili marciapiedi bus parchi e cimiteri.

La ghiaia andrebbe eliminata a tempo indeterminato da quelle strutture pubbliche, come ad esempio i viali dei cimiteri, proprio perchè la maggior parte dei fruitori sono le persone anziane.

Varese è oggi una città ostile per anziani e disabili, quotidianamente “intrappolati” da strade dissestate e marciapiedi senza scivoli. Difficile muoversi con carrozzine e deambulatori nei quartieri, l’asfalto dissestato e le troppe buche sui percorsi pedonali stanno mettendo in crisi migliaia di cittadini.

Noi siamo la destra sociale e non ci dimentichiamo degli ultimi, dei più deboli, di chi tende la mano.